Gli antivaccinisti esistono da quando esistono i vaccini. In genere la spiegazione che si dà è culturale: bias cognitivi, mancanza di informazione. In realtà i novax spesso sono laureati, dottorati, masterizzati, informati, impegnati politicamente, figure pubbliche. Cos'è che nutre la cultura dell'antivaccinismo? L'influenza sempre più grande delle comunità novax si concentra sempre di più nei paesi dove il pubblico ha lasciato spazi sempre più ampi al privato: nella scuola, nella sanità, nell'università, nei servizi sociali. Che sia Francia o Inghilterra, Italia o San Marino, l'antivaccinismo non può essere interpretato come un effetto collaterale della dismissione del pubblico, della squalificazione dell'educazione scientifica, del definanziamento dell'università, e soprattutto della privatizzazione della sanità, dell'aumento delle enclosures nei saperi? Il successo inaspettato dei vaccini è stato possibile anche per i finanziamenti impressionanti delle istituzioni pubbliche nella ricerca e nella collaborazione di una comunità scientifica che per fortuna è ancora molto capace di condividere saperi. In fondo, implicitamente e spesso esplicitamente, tra le tante richieste insensate o pericolose che i novax pongono, ce n'è una legittima: più trasparenza. Contrastare la cultura dell'antivaccinismo si può fare anche senza le scudisciate paternaliste dei seguaci di Burioni ma con un'investimento in politiche della conoscenza: a partire da un'educazione civica che comprenda elementi importanti di educazione sociale, scientifica, sanitaria. È possibile che un bambino di dieci anni o un ragazzo di sedici non sappia cos'è, come funziona, da quando esiste il servizio sanitario nazionale, cos'è un ticket, una convenzione, cosa vuol dire intramoenia, eccetera? L'onnipresenza di virologi, epidemiologi, esperti a vario titolo in questi mesi di pandemia è determinata anche dal fatto che questo tipo di conoscenza fin a oggi era decisamente opzionale.

C'è poi un elemento più politico, un elemento costante nelle espressioni di una nuova politica, dalle manifestazioni no vax/per la libertà vaccinale. Questo elemento è la separazione totale tra una dimensione emotiva e una dimensione razionale in politica. Prendiamo i vaccini: o si agitano i bambini torturati da venti punture o si snocciolano statistiche sui nuovi casi di morbillo in Italia. Prendiamo il caso dell'immigrazione: o si concede l'indignazione all'esasperato di turno o si contrappone l'importanza dei punti percentuali delle tasse pagate dagli immigrati per le nostre pensioni. Queste due dimensioni rimangono impermeabili l'una all'altra. Eroi, simboli, oppure numeri, percentuali. Ipersentimentalismo e razionalismo tecnico sono le due deboli autogiustificanti ideologie speculari della crisi della politica. Platone le avrebbe definite come l'anima concupiscibile e quella razionale mancanti della terza anima, quella irascibile, ossia il sentimento, il coraggio, la possibilità di tradurre l'una dimensione nell'altra e renderle complementari. Abbiamo bisogno di immaginare non una società che risorga dall'emergenza, che passi un bruttissimo anno, ma che sappia avere a che fare in modo unito con le crisi sanitarie che ci sono e che verranno. . Di questo tipo di scelte coraggiose, di visioni, di ideologie, di proposte culturali, di immaginazione c'è un disperato bisogno. Altrimenti anche continueranno a proliferare scienziati della politica che saranno sempre più spesso degli psicanalisti alla ricerca dei traumi, o sociologi alla ricerca di indici patologici: il vittimismo, il senso di proprietà sui figli da parte dei genitori, uno scetticismo al limite della paranoia, il risentimento...Come se la politica fosse sempre una forma di sintomatologia, e non la capacità di inventare universi sociali che ancora non conosciamo.

Next Post Previous Post