Lurker

politica, cultura, società, divagazioni

di Christian Raimo

Quando morì Gregory Corso, decisero di commemorarlo alla Casa delle letterature. Era vissuto a Roma negli anni della sua fama stravagante, e voleva essere seppellito al cimitero acattolico alla Piramide, dove ci sono anche altri poeti come John Keats, Percy Shelley, Amelia Rosselli, e altri come Carlo Emilio Gadda vicino alle ceneri di Gramsci. È un luogo sacro per la poesia. Il festival di Romapoesia, ormai defunto, organizzava letture ogni due novembre davanti alla tomba...

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Un paio di mesi per qualche giorno c'è stato un flame di indignazione perché Vanzina aveva realizzato un istant movie sulla pandemia, Lockdown all'italiana; poi il film non è uscito come di fatto non è uscito nessun film al cinema perché i cinema sono stati chiusi. La tragedia dei mesi primaverili è tornata tragedia senza nemmeno ritrasformarsi in farsa. E ora gli elementi tragici e ridicoli della gestione della pandemia si confondono senza nemmeno riuscirsi a distinguere. Nelle interviste i s...

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di Christian Raimo

Non è facile fare un discorso ragionevole sulla scuola durante una pandemia. La ragione principale è che la scuola esercita nell'immaginario valoriale di chiunque un peso diverso. Ognuno, si potrebbe dire, ha una propria ideologia su cosa voglia dire scuola. Indipendentemente dalle differenze dei cicli (parlare di primaria è ovviamente un'altra cosa che parlare di superiori, di infanzia come di medie), quello che non si percepisce spesso è come la scuola sembri significare...

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14 Nov

Hotel Africa

di Christian Raimo

All’inizio degli anni duemila con un mio amico giornalista andiamo a dormire in un posto che a Roma non si sa come chiamare. È un capannone dismesso dove dormono circa trecento africani da ormai quasi un anno. “Hotel Africa” è un nome razzista, “Tiburtino” è politically correct e troppo vago. Ho conosciuto varia gente che ci dorme tra cui un tizio che si chiama Mubarak, sudanese, e che si fa chiamare Satellite, pronuncia all’inglese, Satellàit. Gli dico che voglio scrivere...

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di Christian Raimo

Gentile Virginia Raggi,

le scrivo nei giorni della malattia, il contagio che sta appestando tutto il pianeta, e che da ormai un mese è arrivato a Roma con un’intensità che per fortuna non avevamo conosciuto finora. Anche lei è a casa, malata o spero in convalescenza. In un’intervista di qualche giorno fa diceva di essersi fatta prestare la camera da suo figlio per isolarsi meglio. Le scrivo dunque approfittando, se si può dire così, di questi giorni dolorosi, in cui abbi...

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